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Ai minimi storici il livello della diga Capacciotti

Ciò che è ancora sommersa – dopo mesi di pesante siccità, aggravata dalla calura estiva – è la parte centrale del fondale dell’invaso; tutto intorno, invece, è ben visibile il terreno, che va conquistando sempre più spazio con il passare dei giorni. Da metà ottobre, il Consorzio per la Bonifica della Capitanata ha interrotto la fornitura dell’acqua della diga di Capacciotti, a sud di Cerignola, utilizzata esclusivamente per gli usi agricoli. Nell’invaso, la risorsa idrica è, ormai, ai minimi storici: meno di tre milioni di metri cubi, a fronte di una capienza di 48 milioni. Un anno fa, in questo periodo, i metri cubi contenuti erano 26 milioni. Per fortuna, in questa zona non ci sono particolari colture orticole in questo periodo, che necessitano di essere irrigate. La diga di Capacciotti fornisce l’acqua nel Basso Tavoliere e in parte del Nord Barese, su una superficie di quasi 40 mila ettari. Le brevi piogge dell’ultimo periodo hanno, però, apportato 350 mila di metri cubi nell’invaso, attraverso il fiume Ofanto. Di conseguenza, il Consorzio per la Bonifica della Capitanata sta valutando se riavviare – anche solo per una settimana – l’erogazione dell’acqua nelle campagne di Margherita di Savoia, per garantire un po’ d’irrigazione ai campi di cipolle e patate, che stanno fortemente risentendo della siccità.

 

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