Affidamento in house per Ataf: la commissione rinvia al mittente la proposta
Quarato (M5s) e Amorese (Fdi): “Chiamati a ratificare dopo mesi”

La commissione Territorio del Comune di Foggia ha dichiarato la propria impossibilità a esprimere un parere sull’affidamento in house di Ataf. Più esattamente, ha rinviato al mittente la proposta – da portare in consiglio comunale – di “ratifica” di un provvedimento risalente a luglio 2025. “La giunta comunale- questo un passaggio del testo- delibera di esprimere il proprio indirizzo per l’affidamento in house del servizio e di dare mandato al dirigente della Polizia Locale di interloquire con la Regione Puglia per esperire tutte le procedure di legge utili”.
A distanza di vari mesi, dunque, è arrivata la richiesta di ratifica che ha incontrato il dissenso unanime della commissione. Tutti i sei consiglieri si sono dichiarati favorevoli a non esprimere una valutazione, da Giovanni Quarato (M5S) a Claudio Amorese (FdI). Poiché entro la fine dell’anno scade il contratto in house con l’azienda di trasporto locale, la situazione si fa urgente.
Secondo la commissione, che ha formalizzato il documento durante i lavori, l’iter avviato dall’amministrazione non è in linea con il ruolo del consiglio comunale, “organo titolare di indirizzo e controllo dei servizi pubblici locali”. L’oggetto del contendere riguarda il mandato da conferire alla sindaca per chiedere alla Provincia la delega all’affidamento in house. La normativa regionale, com’è noto, prevede infatti che il TPL (Trasporto Pubblico Locale) venga gestito per “ambiti”, ovvero con riferimento alle Province.
“Risulta altresì assente un piano economico-finanziario e una relazione motivazionale rafforzata, idonea a dimostrare in modo puntuale la convenienza economica, qualitativa e gestionale dell’affidamento in house”. Nella delibera del 9 luglio – annota inoltre la commissione- manca il piano industriale. Viene anche ricordato che il regolamento CE impone “obblighi di trasparenza e la pubblicazione preventiva delle informazioni essenziali almeno un anno prima dell’affidamento o dell’aggiudicazione diretta”, elementi che non risultano adeguatamente esplicitati nel procedimento in esame.
“Non c’è un’idea, una visione”, dichiara Giovanni Quarato, presidente della commissione. “Dovremmo dare una delega in bianco senza un piano industriale, che andrebbe necessariamente aggiornato. Di questo si occupa la tecnostruttura, certo, ma la politica deve sollecitare. Perché la proposta arriva solo ora, dopo mesi di silenzio da luglio?”. Quarato aggiunge che gli affidamenti in house del Comune di Foggia sono già sotto esame: “Per quello di Amiu è in corso un procedimento giudiziario proprio per irregolarità nelle procedure. Sono stufo di gestire con urgenza ciò che non lo è. Le nostre osservazioni vengono scambiate per capricci, ma manca una visione partecipata che ponga al centro la mobilità del cittadino”.
Il parere della commissione non è vincolante e la proposta dovrà comunque passare in aula in data da definirsi. Nel frattempo, è ancora in pieno svolgimento la verifica politica chiesta dalla maggioranza, che però non ha ancora prodotto svolte. Uno dei punti più dibattuto in queste settimane è stato proprio il ruolo del consiglio “da valorizzare”. Stando alla replica del documento, invece, anche questa circostanza mostra un persistente cortocircuito.
Ancora più netta l’opposizione con il capogruppo di FdI, Claudio Amorese: “L’amministrazione sta mettendo a rischio l’affidamento di Ataf. Ci chiedono di ratificare un atto di indirizzo la cui competenza appartiene a noi. Perché viene presentato solo ora? Si umilia il ruolo dell’assise. Noi siamo a favore del modello in house perché il mercato, poi, segue altre priorità economiche, si potrebbero mettere a rischio anche i lavoratori. Ma non possiamo dare una delega alla sindaca senza un piano economico-finanziario”. Amorese attribuisce il ritardo all’inerzia e alla distrazione dovuta alla campagna elettorale per le Regionali: “È una città ridotta all’immobilismo. È indicativo che anche esponenti della maggioranza come Giovanni Quarato e Francesco Strippoli, amministratori saggi, concordino con noi sulla scorrettezza della procedura”.
Il consiglio comunale sarà chiamato a breve al voto sul bilancio consuntivo, con la verifica politica ancora in alto mare e tensioni su dirigenti e rimpasti di giunta. Il tentativo di ricucire il dialogo fra l’esecutivo, la sindaca e l’assemblea si complica.
Paola Lucino
Pubblicato il 17 Aprile 2026



