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Abusivismo nel Gargano, tolleranza zero da Procura ed Ente Parco

Un concreto segnale di inversione di rotta: ruspe avanti tutta contro una quarantina di edifici (villette, abitazioni e strutture turistiche sul mare, veri e propri ecomostri), simboli del “sacco del Promontorio” perpetrato dagli anni ’60 in poi sullo sperone di Puglia. È questo il messaggio forte venuto ieri mattina dall’incontro con la stampa dei vertici dell’Ente Parco del Gargano e dalla Procura di Foggia. “Un abusivismo cresciuto con la complicità degli amministratori locali del tempo, che hanno consentito di edificare senza autorizzazioni sul demanio pubblico, lungo i canali e, addirittura, sulle falesie”, specifica il procuratore della Repubblica di Foggia, Leonardo Leone De Castris, illustrando il contenuto della convenzione sottoscritta con l’Ente Parco Nazionale del Gargano, che apre la strada all’abbattimento di gran parte delle opere abusive costruite nel territorio garganico e nel resto della Capitanata.
Un’azione radicale che sarà resa possibile grazie a dei fondi specifici – 500mila in tutto – messi a disposizione su richiesta della procura ed ente parco dal ministero dell’Ambiente e che serviranno a coprire non solo l’abbattimento degli immobili in questione ma anche alla bonifica delle aree interessate ed al corretto smaltimento dei rifiuti.
Quanto accaduto sul Gargano, con la recente alluvione, ha spinto la procura ad accelerare i tempi e costituire un ufficio per l’abbattimento degli abusi edilizi.
Al momento – precisa De Castris – non è stata ancora effettuata una mappatura dell’abusivismo garganico, ma è stato stilato un ordine di priorità grazie al quale individuare i 40 casi più gravi, dando precedenza alle aree maggiormente colpite dalla recente alluvione: Peschici innanzitutto, ma anche Carpino, Rodi e San Marco in Lamis.


Pubblicato il 19 Settembre 2014

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