A un mese dal delitto di Dino Carta, fiori e preghiere in sua memoria
“Speriamo trovino l’assassino, era un bravissimo ragazzo”. Chiesa gremita per il trigesimo a San Francesco Saverio

A distanza di un mese esatto dall’assassinio di Dino Carta, il personal trainer foggiano di 42 anni ucciso la sera del 13 aprile con quattro colpi di pistola sparati alle spalle, in via Caracciolo continuano ad arrivare fiori, biglietti e messaggi lasciati da cittadini, amici e conoscenti nel punto in cui l’uomo venne raggiunto dai proiettili a pochi metri dalla propria abitazione.
Carta, padre di due figlie, era molto conosciuto in città per il suo impegno nella parrocchia e nelle attività di volontariato. Chi lo ha ucciso non è stato ancora identificato. “Speriamo riescano ad arrestarlo – raccontano alcuni residenti –. Una famiglia è stata distrutta da una tragedia assurda. Dino era una persona perbene, sempre disponibile con tutti. Non si può accettare che accadano ancora fatti del genere”.
Nel frattempo proseguono senza interruzioni le indagini dei carabinieri coordinate dalla Procura di Foggia, mentre si attendono gli esiti degli accertamenti effettuati sulla registrazione audio nella quale si distinguerebbero alcune voci, tra cui una che potrebbe appartenere proprio alla vittima. Sul file sonoro è stata disposta una consulenza tecnica fonica. Gli investigatori stanno inoltre esaminando le immagini raccolte dagli impianti di videosorveglianza e attendono i risultati delle analisi balistiche eseguite dal Ris sul caricatore della pistola che il killer avrebbe perso durante la fuga.
“Siamo in una fase particolarmente delicata dell’inchiesta – spiega Michele Vaira, legale della famiglia Carta –. In queste settimane il lavoro investigativo è andato avanti senza soste e con grande impegno. Sono stati compiuti passaggi molto importanti e attendiamo con fiducia gli sviluppi delle prossime settimane. Ringraziamo tutte le persone che hanno manifestato vicinanza e affetto alla famiglia e quanti, anche spontaneamente, hanno fornito elementi utili alle indagini”.
Grande partecipazione anche per il trigesimo celebrato nella chiesa di San Francesco Saverio, la stessa parrocchia nella quale Dino Carta svolgeva servizio come ministrante e volontario. Presenti familiari, amici, colleghi, parrocchiani, conoscenti e la sindaca di Foggia. “Se penso a Dino come amico – ha detto don Giulio durante l’omelia – penso a una persona capace di donare tempo e disponibilità agli altri, creando relazioni e senso di comunità ovunque andasse”.
Resta ora da chiarire anche il ruolo della persona incappucciata ripresa dalle telecamere mentre si allontana in bicicletta elettrica dalla zona dell’agguato attraversando alcune strade vicine. Gli inquirenti stanno cercando di identificare quell’uomo per capire se possa avere avuto un coinvolgimento diretto nell’omicidio.
Pubblicato il 14 Maggio 2026



