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A tre settimane dal voto non ci sono ancora certezze per la suddivisione dei seggi

Il neo-governatore, Antonio Decaro (Pd), non ha fretta di avviare la trattativa con i partiti per la scelta degli assessori, ma il M5S potrebbe fornirgli l'alibi per lasciare fuori Michele Emiliano dall'esecutivo

A distanza di quasi tre settimane dal rinnovo del Consiglio regionale e l’elezione del nuovo Presidente della Regione, l’unica certezza è che il successore di Michele Emiliano è Antonio Decaro, eletto neo-governatore con il 64% dei consensi ed una maggioranza che nell’aula barese di via Gentile avrà 29 consiglieri su 50, poiché per la ripartizione dei seggi alle liste, sia di maggioranza che di opposizione, e la proclamazione degli eletti bisognerà aspettare ancora qualche settimana, in quanto sono ancora da sciogliere alcuni dubbi sull’interpretazione di una legge elettorale alquanto ingarbugliata da applicare, oltre che fortemente sospettata di incostituzionalità, per il criterio di suddivisione circoscrizionale dei seggi all’interno di una stessa lista, oltre che per l’indicazione degli eletti. Il neo-presidente della Regione, Decaro, attende la proclamazione per potersi insediare ufficialmente alla guida dell’Ente e poter così procedere almeno con gli atti monocratici per le nomine dirigenziali di sua esclusiva competenza, tranne che per i 10   componenti dell’esecutivo regionale, per la nomina dei quali il neo governatore dovrà attendere necessariamente la proclamazione degli eletti in Consiglio, sia perché 8 di essi dovranno essere scente tra i consiglieri e solo due, al più, potranno essere presi dall’esterno dell’Assemblea, sia per poter calibrare i rappresentanti della Giunta in base ai rapporti di forza all’interno della maggioranza di centrosinistra, tra tutte le componenti di coalizione. Ciò non toglie che per la formazione del nuovo esecutivo già circolano alcune indiscrezioni. Prima fra tutte quella che il neo presidente della Regione intende rispettare a pieno la parità di genere, con la scenta di cinque donne e cinque uomini per la Giunta. Per quanto riguarda i partiti, la parte del leone dovrebbe farla il Pd, che rivendicherebbe 4 o 5 assessori, mentre è certo che tutte le altre forze di maggioranza che hanno ottenuto eletti in Consiglio non avranno più di un assessorato ciascuno. Il problema, però, è vedere quante sono effettivamente le sigle che hanno sostenuto Decaro e che usciranno con eletti dal verbale di proclamazione ufficiale della Corte d’Appello di Bari. Infatti, come è noto, due delle sei liste della coalizione di centrosinistra (Avs e “Avanti e Popolari”) pare che, pur avendo conseguito poco più del 4% dei voti validi, non abbiano superato la soglia di sbarramento, poiché questa va calcolata, in base alla legge elettorale pugliese, in rapporto ai voti ottenuti dal candidato presidente eletto. E Decaro ha ottenuto circa 88mila voti in più della sommatoria dei voti delle singole liste che lo sostenevano, con la conseguenza che i voti in percentuale di Avs e “Avanti e Popolari” scendono di poco sotto il 4% della soglia. In caso queste due sigle dovrebbero restare fuori dalla ripartizione dei seggi. Ipotesi, quest’ultima, molto probabile, ma non altrettanto probabile la loro esclusione da una rappresentanza in Giunta, che è stata già rivendicata da entrambe queste forze politiche. Rappresentanza che, in tal caso, Decaro potrebbe eventualmente assegnare con i due nomi esterni dell’esecutivo. Ma a quel punto potrebbe non esserci più il posto in Giunta riservato al governatore uscente, Emiliano, in base agli accordi intervenuti prima del voto a seguito della rinuncia dello stesso Emiliano, ad agosto scorso, a non candidarsi a consigliere. Ma a complicare la possibile presenza di Emiliano come assessore esterno potrebbe esserci anche una temuta presa di posizione contro del M5S di Giuseppe Conte, che potrebbe chiedere a Decaro un rinnovamento totale dei nomi per il nuovo esecutivo, fornendo così l’alibi al neo-governatore per lasciare fuori dalla nuova Giunta non solo Emiliano, ma anche altri nomi che hanno fatto parte dell’esecutivo pugliese uscente. Ma queste sono solo delle ipotesi, perché allo stato dei fatti Decaro non ha alcuna fretta di avviare la trattativa con i partiti della sua coalizione per la definizione dei posti e dei nomi da portare in Giunta, preferendo attendere l’esito ufficiale dei seggi e degli eletti. Quello che è certo, invece, è che dopo la proclamazione degli eletti, comunque vada, arriveranno una pioggia di ricorsi, sia parte di alcuni candidati esclusi che dalle liste che rimarranno eventualmente fuori dalla suddivisione dei posti del nuovo Consiglio regionale.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 11 Dicembre 2025

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