Cultura e Spettacoli

A Rocchetta Sant’Antonio la guerra del Bene e del Male

Rocchetta Sant’Antonio, questo minuscolo comune del foggiano che una volta rientrava nell’amministrazione di Avellino, si leva in cima a una bassa cima montana (633 m). Il centro abitato si estende sul versante meno scosceso, essendo la pendenza dell’altro versante così elevata da escludere qualunque costruzione. La superficie del vertiginoso pendio (detto Murgia) è resa irregolare da incavi ed escrescenze. Alla più piccola di queste spelonche e alla maggiore delle protuberanze rocciose è legata la leggenda della Murgia Del Diavolo. Si racconta che, inseguito dall’Arcangelo Michele, il Diavolo trovasse rifugio nell’angusta spelonca. L’esiguo spazio dell’ipogeo però non permetteva  al Maligno di nascondersi completamente : la coda fuoriusciva… L’Arcangelo ebbe così agio di afferrarlo dall’ignobile protuberanza per tirarlo fiori. Nel tentativo di salvarsi il Demonio affondò gli artigli nel grosso blocco roccioso che come un piccolo menhir sovrasta la grotta lasciandovi i segni di quella lotta disperata. Ancora oggi sono visibili su quel masso quattro fori profondi e regolari, perfettamente allineati… In un’altra circostanza, e questa volta fuor di leggenda, il Male e il Bene hanno scelto Rocchetta Sant’Antonio come terreno di scontro. Sedici anni fa, nel corso dell’Anno Giubilare, la statua della Vergine conservata nel Santuario della Madonna del Pozzo fu oggetto di ripetuti atti sacrileghi rimasti impuniti… Qualcuno potrà osservare che la Madonna del Pozzo è di casa a Capurso e non a Rocchetta. Premesso che la scoperta delle virtù miracolose dell’acqua contenuta nel pozzo di Santa Maria avvenne il 30 agosto 1705 ad opera del sacerdote Domenico Tanzella, ecco cosa si legge nella Cronistoria di Rocchetta Sant’Antonio scritta da Giovanni Gentile ed edita a Melfi il 1888 : “Sabato 24 agosto 1709 l’anziano contadino Giuseppe Mastrostefano, mentre sta zappando la sua maggese in contrada Serralonga, assetato, chiede l’acqua alla Madonna del Pozzo (aveva finito l’acqua del suo orcio? – n.d.r.). Perché invoca proprio la Madonna del Pozzo? Qualche giorno prima c’era stato un contatto spirituale del contadino con un frate questuante del rinomato Santuario della Madonna del Pozzo di Capurso. Questo è il motivo per cui il contadino invoca la Madonna del Pozzo. Difatti S. Maria del Pozzo gli concede l’acqua (una polla d’acqua sorgiva, forse – n.d.r.) e il contadino devotamente ne bevve e ringraziò la S. Vergine del Pozzo. Successivamente l’acqua non diminuiva, anzi venne utilizzata con fede e diversi ammalati furono guariti. La prima miracolata fu la storpia Pompea Garruto, la seconda fu Anna Maria Pasciuto e poi tanti altri”.

Italo Interesse


Pubblicato il 24 Dicembre 2016

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