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A proporre le candidature nel Pd pugliese sono gli stessi del 2018

Il Pd pugliese non è formalmente commissariato (essendo l’on. Francesco Boccia solo un commissario “ad acta” per il congresso slittato “sine die” a causa delle elezioni politiche anticipate), ma sostanzialmente è come se lo fosse, poiché di fatto a proporre la griglia dei candidati locali per la Camera ed il Senato è la terna Emiliano, Decaro e Lacarra, più in particolare il duo Emiliano-Decaro. Ossia la stessa che alle politiche del 2018 aveva stabilito con l’allora segretario nazionale dem, Matteo Renzi, nomi e posizionamento in tutti collegi parlamentari della Puglia. Ora, invece, il segretario nazionale del Pd non è più Renzi (che poi ha fondato un proprio patito, “Italia viva”) ma Letta, però in Puglia sia la musica che i musicisti sono rimasti gli stessi. Con la sola differenza che questa volta a sovraintendere alle proposte di candidatura della citata terna barese, o forse del solo duo Emiliano-Decaro, c’è l’on. Boccia che, oltre ad essere un parlamentare pugliese del Pd (tra l’altro responsabile nazionale degli enti locali del partito) è soprattutto uno degli uomini di fiducia del segretario Letta. Infatti, a stilare formalmente l’elenco dei candidati dem della Puglia da presentare al Nazzareno, in particolare quelli da mettere in posizione di eleggibilità sicura nei listini del plurinominale, anche stavolta ci ha pensato il segretario pugliese, Lacarra, quasi sicuramente sotto dettatura Emiliano e Decaro, ma con l’avallo esplicito di Boccia, che in Puglia per le candidature sta verosimilmente svolgendo il ruolo di emissario di Letta. Infatti, secondo quanto trapela dall’interno del Pd pugliese, il governatore Emiliano avrebbe voluto effettuare forse qualche rimescolamento di carte per i posti del Pd ad elezione sicura nella nostra regione. Vale a dire per i capilista dei quattro collegi camerali del plurinominale. Però, l’emissario Boccia evidentemente ha avuto ordini perentori da Letta, per cui sul punto è stato irremovibile. In altri termini, Emiliano voleva provare ad infilare in posizione sicura, oltre agli uscenti Lacarra ed Ubaldo Pagano, almeno qualche esponente espressione delle civiche a lui collegate, poiché la senatrice barlettana uscente, nonché sottosegretario all’Innovazione tecnologica e digitale, Assuntela Messina, (anch’essa persona  – come d’altronde Lacarra e Pagano – nell’orbita del governatore) questa volta non sarebbe più, come nel 2018, al primo posto del listino pugliese plurinominale per Palazzo Madama, sia perché con la riduzione di numero dei parlamentari il listino per il Senato in Puglia è uno e non più due, sia perché a capeggiate l’unico elenco dei candidati senatori dem sarebbe lo stesso Boccia. Ma c’è di più! E’ possibile anche che se il Pd in Puglia non riuscisse ad ottenere un numero di voti sufficiente a far scattare due seggi, considerata sempre la riduzione dei posti da occupare anche a Palazzo Madama, c’è il concreto rischio che il posto in lista dietro Boccia della sottosegretaria barlettana possa non scattare. Quindi Emiliano, anche con la riduzione di 1/3 dei parlamentari, vorrebbe forse mettersi al sicuro di riuscire a conservare a Roma almeno tre esponenti dem suoi fedelissimi in Puglia, a prescindere da qualche altro eventuale nome a lui vicino che gli potrebbe essere concesso di candidare in qualcuno dei 14 collegi pugliesi del maggioritario. Tale operazione, però, non pare sia andata a buon fine per il governatore nel corso dell’incontro barese con Boccia, per la stesura dell’elenco dei candidati pugliesi presentati a Letta. E’ probabile che Emiliano ci riprovi direttamente con il segretario nazionale e nei prossimi giorni torni alla carica per una revisione a suo ulteriore favore dell’elenco stilato in Puglia. Però, a Roma non solo appare difficile l’accoglimento della richiesta, ma è addirittura possibile che Letta riveda al ribasso le pretese del governatore pugliese, considerato che sia lui che Decaro hanno rifiutato di mettersi in gioco e tenuto conto che il numero complessivo di parlamentari da eleggere non è più quello della volta scorsa. Come dire, che se Emiliano vorrà conservare inalterato il numero di esponenti a lui vicini da mandare a Roma, allora dovrà effettivamente darsi da fare, affinchè questa volta il Pd prenda più voti della volta scorsa in Puglia. Infatti, solo così potrebbe mantenere le posizioni per i suoi. Diversamente dovrà forse farsene una ragione ed accontentarsi ciò che gli concederà Letta.

 

Giuseppe Pallela

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