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A nove anni dalla scomparsa di Alessandro Ciavarella, nuovo appello della madre

“Mio figlio deve aver visto qualcosa che non doveva vedere e forse, negli ultimi tempi, frequentava amicizie pericolose. Mio figlio era un bravo ragazzo ma e’ stato trascinato da queste cattive amicizie che lo hanno fatto scomparire. Anche se ancora oggi, dopo nove anni, noi non sappiamo il perche'”. Cosi’ Rosa Guerra la madre di Alessandro Ciavarella il ragazzo di 16 anni scomparso da Monte Sant’Angelo l’11 gennaio del 2009. Da allora i familiari non hanno mai avuto alcuna notizia del ragazzo. Il giorno della scomparsa era una domenica e alla madre Alessandro disse che doveva andare ad un appuntamento con alcuni amici. A casa non torna piu’. In serata la madre e la sorella denunciano la scomparsa ai carabinieri che iniziano le indagini e le ricerche aiutati anche da un gruppo di volontari di cittadini del centro garganico. Della sua scomparsa si interessano anche alcune trasmissioni televisive come “Chi l’Ha visto” che, nel corso degli anni, registra puntate anche a Monte Sant’Angelo. Nel corso delle indagini alcuni testimoni dicono di aver visto Alessandro salire, la mattina della scomparsa, su una Golf di colore grigio. Una testimonianza che non ha mai trovato alcun riscontro. Il 24 giugno del 2009 due amici di Alessandro vengono indagati dagli inquirenti con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere. Nel corso delle indagini, infatti, in un garage di uno dei due ragazzi gli investigatori trovano alcune tracce di sangue. Reperti che vengono comparati con il Dna della madre. Gli esami danno esito negativo e i due ragazzi vengono scagionati. Nel novembre del 2010, nel corso di una trasmissione Mediaset, la madre di Sara Scazzi – la ragazza uccisa il 26 agosto 2010 ad Avetrana, in provincia di Taranto – lancia un appello chiedendo di fare luce sulla scomparsa di Alessandro Ciavarrella. L’11 gennaio del 2011 l’Associazione Penelope che si occupa delle persone scomparse, la Consulta Provinciale degli Studenti di Foggia e il Comune di Monte Sant’Angelo, organizzano un corteo e una conferenza stampa dal
titolo: “Tutta la verita’ su Alessandro Ciavarrella”. Nonostante i tanti appelli e anche alcune lettere anonime che darebbero indizi su cosa potrebbe essere accaduto e dove
potrebbe essere stato sepolto il cadavere, ma tutte prive di fondamento, alla famiglia del ragazzo e agli inquirenti non giungono indizi importanti per dare una svolta alle indagini. Oggi a nove anni dalla scomparsa la mamma di Alessandro, Rosa Guerra lancia l’ennesimo appello. “Io non so cosa accadde quel giorno – dice la signora Rosa – ma ho tante sensazioni. Forse ha visto qualcosa che non doveva vedere o forse lo volevano costringere a fare qualcosa. Certo quel giorno deve essere accaduto qualcosa di grave”. La signora Rosa quasi comprende chi potrebbe aver visto qualcosa e ha paura diparlare: “io – continua – capisco che hanno paura. Non ho alcuna sete di vendetta anzi, ogni giorno, prego per loro. Come prego per Alessandro che e’ sempre nel mio cuore. Non si puo’ dimenticare un figlio. Non e’ possibile pero’ che un ragazzo di 16 anni possa scomparire una domenica mattina senza che nessuno abbia visto qualcosa o sappia qualcosa. Io mi rivolgo direttamente a loro: a chi sa o a chi ha visto. A noi basta anche una lettera anonima che ci dica cosa e’ accaduto ad Alessandro e dove si trova il suo corpo. Solo questo vorrei sapere. Avere una lapide, una tomba su cui piangere”.

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