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A fuoco 20 baracche a Borgo Mezzanone, nessun ferito

Una ventina di baracche sono andate a fuoco e sono state distrutte, fortunatamente senza provocare vittime o feriti, come accaduto in passato, nella ex pista di Borgo Mezzanone, vicino Foggia, anche se rientra nel territorio di Manfredonia, insediamento abusivo per migranti.
L’ennesimo episodio di questo genere “dimostra la necessità di accelerare le azioni propedeutiche al suo superamento grazie alle risorse individuate all’interno del Pnrr”, affermano i segretari generali di Cgil Puglia, Pino Gesmundo, e Flai Cgil Puglia, Antonio Gagliardi, commentando l’evento che dovrebbe essere stato “di natura accidentale. Riaffermiamo così come abbiamo fatto meno di un mese fa nel corso della conferenza stampa tenuta proprio sull’ex pista – aggiungono – che oggi ci sono le risorse, oltre 50 milioni nel caso di Borgo Mezzanone, per chiudere definitivamente un ghetto che non ha nulla di sicuro e di salubre, garantendo degna accoglienza alle migliaia di lavoratori che contribuiscono alla ricchezza in primis del settore agricolo pugliese. Vale per l’area che ricade nel Comune di Manfredonia come per Torre Antonacci nell’agro di San Severo o gli insediamenti di Cerignola, di Turi, di Brindisi o Bisceglie. Non si tratta di rendere questi luoghi più belli ma di cancellarli dalle mappe”, precisano Gesmundo e Gagliardi.  ”Mezzanone è il target cui sono state destinate la metà delle risorse complessive indirizzate dal Ministero del Lavoro per il superamento di questi insediamenti, coordinando le misure già previste dalla Regione Puglia anche sul versante dell’intermediazione pubblica di manodopera per favorire l’incontro tra domande e offerta, e rendere legale il trasporto dei lavoratori. Chiediamo pertanto alla Regione Puglia di convocare con urgenza un incontro per avviare un percorso di confronto con tutti i soggetti interessati rispetto alle iniziative e alle progettualità da mettere in campo – concludono – nell’ottica di una vera integrazione nel tessuto sociale dei nostri territori di migliaia di uomini e donne costretti a condizioni di vita non sostenibili”.

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