Quotidiano di Foggia

Quando la Puglia divenne una fornace

Comincia a fare un po’ caldo e già “si muore dal caldo”. Come spesso succede, la differenza fra sensazione percepita e temperatura effettiva porta a valutazioni esagerate. In ogni caso, cautelarsi è d’obbligo. Non è necessario raggiungere temperature sahariane per andare incontro a insolazioni o colpi di calore. Ma perché parlare di Sahara quando il record appartiene agli Usa? Nel 1913, a Furnace Creek, una depressione della Californa, venne toccato il record storico registrato da una stazione meteorologica omologata : +57°... E in Italia? Il record è pugliese e risale al 2007. Era un ‘innocente’ 25 giugno quando un’anomala ondata di calore estesa su tutta la penisola italiana dall’anticiclone subtropicale africano spingeva la colonnina di mercurio a +47°. Ciò avveniva alla stazione di Foggia Amendola e fu la quarta temperatura più elevata mai registrata ufficialmente in Europa (contemporaneamente a Bari Palese, Marina di Ginosa e Termoli i termometri salivano rispettivamente a 45,5°, 43,6° e 41,6°). Questi picchi furono accompagnati da non meno anomale escursioni termiche nell’ordine dei 25-30°. Accennavamo prima ai principali rischi legati al caldo : il colpo di sole e quello di calore, due condizioni patologiche che si somigliano per il fatto che l’organismo non è in grado di disperdere il calore attraverso la sudorazione ma che non vanno confuse. L’insolazione, che è conseguenza di una prolungata esposizione al sole a temperature superiori ai 30°, in particolare del capo, si presenta con mal di testa, vertigini, e spossatezza, il tutto seguito da febbre, pelle arrossata, nausea, convulsioni e perdita di coscienza. Il colpo di calore, invece, prescinde dall’esposizione al sole ed è dovuto ad un aumento della temperatura corporea a causa del clima caldo, non ventilato e saturo di umidità (dal 60% in poi). In questo caso si manifestano debolezza, abbassamento della pressione arteriosa, nausea e vomito, crampi, vertigini, sete intensa, perdita di lucidità e disorientamento. In entrambi i casi, ripararsi in un luogo fresco e ben arieggiato per abbassare la temperatura corporea. Se il soggetto è pallido,  porlo in posizione supina sollevandogli le gambe per favorire la circolazione di ritorno dalle zone periferiche del corpo al cuore. Quando il volto è arrossato e caldo, invece, è sufficiente restare in posizione semiseduta all’ombra. Bere acqua a temperatura ambiente e raffreddare il corpo tamponando con panni umidi i polsi, i lati del collo, l’inguine, le ascelle e le tempie. Mai usare acqua fredda, che provocando  una vasocostrizione non faciliterebbe la dispersione del calore.

Italo Interesse

(09 Giu 2017) - Articolo letto 105 volte

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