Quotidiano di Foggia

Padre Pio ammonì anche il comico Macario

Fra le tante strade che a San Giovanni Rotondo si affacciano su viale Aldo Moro ce n’è una intitolata a un popolare comico torinese : Erminio Macario, di cui oggi ricorre il 115esimo anniversario della nascita. Un’intitolazione che si spiega col fatto che Macario rientra nella lunga schiera delle figure del mondo dello spettacolo devote a Padre Pio : Carlo Campanini, Totò, Alberto Sordi, Sophia Loren, Mike Bongiorno, Gina Lollobrigida... Macario era riconoscente al religioso di Pietrelcina per una ‘profezia’. Tutto nacque nel dopoguerra quando il comico si recò a San Giovanni Rotondo in compagnia di Carlo Campanini, il quale già godeva a Cinecittà della fama di ‘Sacrestano di Padre Pio’. Macario era lì solo per curiosità. Il frate delle stimmate lo riconobbe : “Tu sei Macario e sei peccatore! Smetti di fare la rivista!” Fortemente turbato, l’attore chiese di potersi confessare. Dovette ammettere allora d’essere concubino e d’aver avuto due figli dalla seconda donna (Giulia Dardanelli). Ah, quanto avrebbe voluto regolarizzare la sua posizione! Ma la Sacra Rota aveva rigettato la sua richiesta di annullamento del precedente matrimonio... Dopo averlo strapazzato com'era solito fare, Padre Pio lo consolò : Fai ricorso, non ti arrendere, vedrai che avrai l’annullamento... Macario fece come gli era stato detto. Nel 1951 ottenne il sospirato annullamento. Non è vero dunque, come alcuni affermano, che Macario aveva chiesto a Padre Pio una grazia in tal senso. Nella circostanza nessuno fece miracoli, tanto meno esercitò pressioni presso le alte sfere del Vaticano (figurarsi se il Frate poteva concepire l’idea di forzare il meccanismo del massimo tribunale ecclesiastico). Semmai Padre Pio ebbe il merito di ‘suggerire’ a Macario di non demordere e Macario fu bravo ad ‘avere fede’. Si vuole che Macario abbia abbandonato la rivista dopo quell’incontro. In realtà la rivista aveva fatto il suo tempo e poiché dalla metà degli anni cinquanta si andava imponendo la commedia musicale, Macario altro non fece che adeguarsi ai tempi. E comunque, rivista o commedia musicale, anche in seguito non ci fu spettacolo di Macario senza almeno una decina di ‘donnine’, le vistose subrettine di cui egli tanto amava circondarsi... Il vero abbandono del genere leggero (un genere spesso malizioso, se non proprio scollacciato), avvenne molto più avanti, negli anni settanta, quando anche per ragioni anagrafiche Macario si ‘convertì’ al teatro di prosa. Ciò non toglie che Macario sia rimasto notevolmente influenzato da quel primo incontro, al quale fecero seguito molti altri. Dopo la dipartita di Padre Pio, Macario non mancò di recarsi periodicamente a San Giovanni Rotondo. Lo fece sino al 1980, anno della sua morte.

Italo Interesse

 

(27 Mag 2017) - Articolo letto 159 volte

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